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L’OSSERVATORIO / I pregiudizi diminuiscono tra chi ha più contatti con loro
L'orientamento negativo è dunque piuttosto diffuso. In tutti gli strati demografici e sociali. Con accentuazioni, però, tra i più anziani e tra chi possiede titoli di studio meno elevati. Ma le opinioni più differenziate si colgono in relazione a due elementi: a) la frequentazione. Chi dichiara di avere più contatti con immigrati assume, indipendentemente dall'orientamento politico, atteggiamenti di maggior «apertura». Ma, spesso, non ci si accorge di avere a che fare con extracomunitari. Il 72% dichiara di avere notato gli immigrati per strada, come «vu cumprà» Ma solo l'8% dice di avere visto extracomunitari come domestici. Alla richiesta da dove provenisse la loro colf, se l'avevano, molti ci hanno risposto: «ma che c'entra, lei la conosco, non è un'immigrata!». Insomma, gli atteggiamenti di «chiusura» derivano anche dalla tendenza a pensare prevalentemente come extracomunitari i più «visibili», coloro che si trovano in situazioni più evidenti e, talvolta fastidiose. b) L'orientamento politico. L'atteggiamento ostile si trova più frequentemente tra gli elettori dei partiti di centrodestra, anche se, beninteso, è presente in misura significativa anche tra chi vota per l'opposizione. All'interno della Casa delle Libertà, l'opinione che il flusso migratorio vada subito fermato è relativamente più diffusa tra gli elettori per Forza Italia e An che tra quelli della Lega. Nel complesso, comunque, l'ampio segmento di elettori orientati negativamente nei confronti degli immigrati appare di interesse per tutte le forze politiche. _________________________________________________________________ |